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GUIDA TURISTICA

Chiesa San Michele Arcangelo

Chiesa San Michele Arcangelo


Chiesa Madre di San Michele Arcangelo ("a chiesij i Sin Micheg"): la chiesa è probabilmente di origine seicentesca. Essa ha una pianta a croce latina, dotata di un'unica navata e di un transetto: la copertura del soffitto è a capriate, mentre nella parte absidale si trova una cupola decorata. La facciata non è dotata di alcuna decorazione scultorea, ad eccezione di una piccola nicchia, nella quale si trova un crocifisso e delle finestre con vetrate, decorate con immagini del Nuovo Testamento. Le aperture sono due: il vestibolo, un portone strombato che si trova nella parte laterale rispetto all'altare e la porta secondaria ("a porta manc"), che si trova di fronte al presbiterio. Le pareti, anche se non affrescate, sono arricchite dalla presenza di suggestive tele, quali quella dell'Annunciazione, di epoca settecentesca, di un pulpito ligneo (ormai non utilizzato), di statue lignee e cartacee ( Madonna del Rosario, San Pio da Pietrelcina, San Giuseppe, San Francesco da Paola, San Domenico, San Pietro) e dei suggestivi troni in marmo nei quali sono ospitate le statue del Santo Patrono e della Madonna del Rosario. Il campanile della Chiesa, di forma prismatica, ospita un orologio; all'interno le imponenti campane bronzee della chiesa, forse seicentesche, automatizzate in tempi più recenti, quando cadde in disuso l'impiego di un uomo, che fungeva da sagrestano.
Negli ultimi anni essa è stata soggetta a diversi restauri, modifiche o aggiunte di decorazioni artistiche, che hanno mutato in particolare il suo volto interno: negli anni novanta l'originario soffitto coperto a cassettoni fu sostituito con una travatura reticolare a capriate; nello stesso periodo la corsia centrale della navata è stata pavimentata con lastre di marmo incise; negli stessi anni è stato affisso nella parte centrale del soffitto un dipinto raffigurante il Santo patrono, il cui volto fu ispirato (forse) a un bambino albidonese; negli ultimi anni sono state ridecorate le Cappelle del Santissimo e di Chidichimo; nel 2006 la nicchia, l'architrave sovrastante e le colonne che lo sorreggono sono state ridecorate in finto marmo e con sottili lastre di foglia-oro, per ospitare la statua di San Michele, appena tornata dal restauro; nel 2009 l'abside e la cupola della chiesa sono stati dipinti con delle raffigurazioni dei quattro apostoli evangelisti ed è stato introdotto un imponente leggio in marmo bianco offerto dai fedeli.
La chiesa è posta nel punto più alto del paese (810 m), attigua alla piazza più importante, Piazza Castello, che prende il nome dal Castello dei Castrocucco, che sorgeva sul "timpone" omonimo; da qui è possibile ammirare un panorama molto suggestivo, riuscendo a scorgere Plataci con la Montagnola, Alessandria del Carretto con i monti dello Sparviere, la Serra del Manganile, il Timpone della Foresta, la Fiumara Avena, in lontananza il golfo di Corigliano e i monti della Sila (dai punti più scoperti).
Secondo la leggenda, anticamente la Chiesa Madre di San Michele Arcangelo si trovava nel centro del paese, perché un terremoto o una frana avrebbero distrutto la parte restante del paese, rivolta verso lo Sparviere, portando con sé anche una parte del Castello, di cui oggi non rimane alcuna traccia.

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